I contenitori in plastica in tutte le loroforme (bottiglie, flaconi, contenitori e prodotti usa e getta, ecc.)costellano le spiagge italiane e conquistano la palma del "flagellod’Italia".
E’ questo il dato più evidente dopo la giornata di pulizia organizzatada Fare Verde nell’ambito della quattordicesima edizione de “Il mared’inverno” tenutasi oggi, nonostante il freddo pungente in tuttaItalia. In alcune spiagge (tra cui Genova, Viareggio, Follonica e moltespiagge calabresi) proprio a causa del maltempo l’operazione è statarinviata alla domenica successiva.
Questa mattina i volontari, indossati sciarpa e guanti, armati disacchi e rastrelli hanno proceduto alla raccolta e censimento deirifiuti presenti sulla battigia di oltre 50 litorali italiani.
Cosa si trova sulle spiagge d inverno, quali sono i rifiuti più diffusie le cause che ne provocano l’abbandono sui litorali?
A queste domandeha cercato di dare risposta l’operazione odierna che dal 1992 vuolesoprattutto ricordare che il mare e le spiagge (e l’inquinamento che licolpisce) esistono dodici mesi l’anno e non solo con l’arrivo dellastagione balneare quando balzano agli onori della cronaca per esigenzesoprattutto turistiche quando un po’ tutti reclamiamo spazi puliti perprendere il sole e fare il bagno.
La plastica regna incontrastata su tutte le spiagge, in tutte le sueforme: soprattutto bottiglie e tappi, piccoli, insidiosi, difficili daraccogliere e presenti in numero addirittura maggiore rispetto allebottiglie. A Bari sono stati trovati veri e propri tappeti di bottigliedi plastica accumulati dalle maree. Molte delle bottiglie trovate aBari recavano addirittura scritte in arabo, albanese, serbo, croato eturco! Tra i rifiuti in plastica, novità di quest’anno sono le siringhemonodose per l’insulina, ritrovate in notevole quantità ad Ostia.
Anche quest’anno si è avuta la conferma del fatto che il mare vieneutilizzato come pattumiera dalle attività economiche legate alla pesca,al trasporto via mare e anche all’agricoltura praticata in prossimitàdi fiumi e litorali: a Brindisi sono stati trovati teloni usati sullenavi cargo che solcano l’Adriatico, a Ravenna reti in plasticautilizzate per la pesca di molluschi, ovunque polistirolo derivantedalle cassette utilizzate dai pescatori, a Caserta contenitori diprodotti chimici utilizzati in agricoltura.
Ancora presenti, a volte in quantità notevoli e soprattutto suilitorali laziali e campani, i bastoncini nettaorecchie che,erroneamente gettati nel water, non vengono trattenuti dai depuratori(che anzi ne vengono danneggiati) e finiscono in mare che lirestituisce sulle spiagge.
In particolare, le località a fianco delle foci di fiumi importantisubiscono la “restituzione” degli oggetti erroneamente gettati neiwater domestici: Ostia in particolare continua a ricevere dal Teveretutto ciò che pensiamo sparisca nel water (in realtà tutto ricompare achilometri di distanza dopo un viaggio che attraversa depuratori, fiumie mare): assorbenti igienici per donna, contenitori per deodoranti dawater, blister di medicinali vuoti e tanto, troppo, altro ancora…
Infine, anche dove esiste un servizio gratuito di ritiro dei rifiutiingombranti, sono state riscontrate mini-discariche abusive dielettrodomestici, mobilio, pneumatici o addirittura carcasse diautomobili.
Per combattere il problema della dispersione nell’ambiente di enormiquantitativi di plastica usa e getta, Fare Verde propone il vuoto arendere e, in generale, la prevenzione dei rifiuti prima ancora che laloro raccolta differenziata e riciclaggio.
L’introduzione della cauzione sui vuoti delle bottiglie limiterebbedrasticamente l’abbandono di contenitori (sia in vetro che in plastica)nell’ambiente. In molti paesi europei (Germania, Austria, Olanda,Danimarca, Austria ed altri ancora), cauzioni di 15- 20 centesimi dieuro sui vuoti (soprattutto, anche se non solo, per la birra)consentono la restituzione di oltre il 90% dei contenitori venduti (unapercentuale che nessuna raccolta differenziata riesce a raggiungere);in Italia la cauzione è quasi scomparsa e anche per questo le bottigliefiniscono abbandonate sulle spiagge (ma anche nei boschi, ai bordidelle strade ecc.).
Per Fare Verde un primo prodotto da sottoporre a vuoto a rendere concauzione è il latte per l’infanzia, per assicurare meno chimica e menorifiuti nel futuro dei nostri figli.
Per sostenere questa sua richiesta, Fare Verde ha lanciato una raccoltadi firme subito dopo essersi verificato il problema dei contenitori inTetrapak contaminati da ITX: è possibile firmare anche on line sul sitowww.fareverde.it
Pagina pubblicata il 24-03-2006
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