Un rifiuto è un oggetto del quale il proprietario vuole disfarsi perché è rotto, vecchio, consumato o ritenuto non più utile.
I rifiuti sono nati con noi esseri umani.
Ogni Italiano produce in media 532 kg di rifiuti urbani per un totale di 32,1 mln di tonnellate.
A livello di macroaree il Centro fa registrare i livelli di produzione pro capite maggiori con 604Kg per abitante per anno.
Il Nord ed il Sud si attestano ad una produzione pro capite rispettivamente di 530kg e 493 kg per abitante per anno.
Sono gli ultimi dati diffusi dall Ispra e si riferiscono all’anno 2009.
Fare Verde si propone un ambizioso obiettivo: promuovere un cambiamento profondo nella percezione e gestione dei rifiuti tra i cittadini; diffondere la consapevolezza che i rifiuti non sono solo un gravoso problema bensì un’importante risorsa e una sfida che, se affrontata con innovatività ed energia, potrà portare innumerevoli vantaggi ai cittadini.
Per una corretta gestione dei rifiuti bisogna partire dalla Riduzione a monte. Ogni rifiuto prodotto in meno significa risparmio di risorse, energia, inquinamento.
Il Riuso e il Riutilizzo sono la seconda priorità. Opzioni che consentono un uso razionale e condiviso di beni e servizi.
Se non è possibile altrimenti, la corretta gestione degli scarti prodotti prevede che quelle che un tempo erano materie prime si trasformino in materie seconde, con un accurato Riciclaggio. Esempi virtuosi da tutto il mondo testimoniano che si possono ottenere, tramite volontà politica e innovazione tecnologica, altissime percentuali di recupero di materie prime.
Infine è possibile anche Recuperare dell’energia, come ad esempio avviene nei centri di compostaggio dove il biogas prodotto dai rifiuti umidi viene convertito in Energia. È questo l’unico modo corretto per recuperare energia dai rifiuti. Non l’incenerimento, che solo in Italia viene chiamato “termovalorizzazione”.
Fare Verde è contraria alla realizzazione di nuove discariche e nuovi inceneritori, soprattutto in assenza di una politica per la gestione dei rifiuti che parta dalla riduzione a monte dei rifiuti.
Al posto di discariche ed inceneritori Fare Verde propone:
Riduzione a monte dei rifiuti.
Se non partiamo dalla riduzione dei nostri rifiuti, discariche ed inceneritori non ci basteranno mai perché avremo quantità sempre maggiori di rifiuti da smaltire. A febbraio 2007 il Parlamento Europeo ha votato un provvedimento in base al quale ogni Stato membro deve stabilizzare (cioè non incrementare) la propria produzione globale di rifiuti entro il 2012, rispetto alla propria produzione annuale di rifiuti del 2008. Ridurre i rifiuti è possibile attraverso azioni che hanno il vantaggio di avere effetti immediati e costi quasi inesistenti per cittadini e Pubblica Amministrazione.
Tra le proposte concrete di Fare Verde:
- attuazione di politiche per la riduzione dei consumi di acqua minerale in bottiglia a favore dell’acqua di rubinetto (6 miliardi 250 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri all’anno in meno);
- introduzione del vuoto a rendere su latte, birra e bibite gasate;
- incentivazione della vendita alla spina per i detersivi;
- incentivazione dell’uso di pannolini lavabili per bambini (1 tonnellata di pericolosi rifiuti in meno per ogni bambino);
- messa al bando di prodotti non riutilizzabili e riciclabili, quando esiste una alternativa riutilizzabile e riciclabile;
- disincentivazione dei prodotti “usa e getta”;
- accesso libero alle isole ecologiche per favorire il riuso di prodotti dismessi ma ancora funzionanti (a volte buttati via solo per “obsolescenza tecnica” come computer, monitor, radio, televisori).
Raccolta differenziata “porta a porta”.
L’unica modalità organizzativa per rendere efficace la raccolta differenziata è quella domiciliare, cosiddetta “porta a porta”. Solo in questo modo, infatti, è possibile premiare i cittadini virtuosi e sanzionare quelli che non rispettano le regole. La raccolta differenziata mediante cassonetti stradali si è, invece, rivelata inefficace.
Raccolta differenziata obbligatoria della frazione organica dei rifiuti.
La frazione organica rappresenta il 31,6% dei nostri rifiuti, recuperarla attraverso la raccolta differenziata significa diminuire di un terzo i rifiuti da smaltire in discarica o inceneritore. Dove viene effettuata la separazione dell’umido, la raccolta differenziata raggiunge percentuali elevate. Recuperando e riciclando la frazione organica si evita il problema di dover smaltire la parte putrescibile dei rifiuti, quella che in discarica produce il percolato (un liquido che inquina fiumi e falde acquifere) e libera metano (un pericoloso gas serra responsabile del riscaldamento del pianeta).
Realizzazione di impianti di compostaggio, soprattutto nel Sud Italia.
In zone dell’Italia a prevalente vocazione agricola è assurdo lasciar marcire in discarica migliaia di tonnellate di scarti organici quando potrebbero essere facilmente trasformati in terriccio fertilizzante attraverso i processi di compostaggio. I terreni agricoli italiani sono interessati da preoccupanti fenomeni di desertificazione anche a causa dell’uso agricolo intensivo. Il compost potrebbe reintegrare nei terreni agricoli le sostanze nutritive prelevate dalle colture dimezzando o eliminando l’uso di fertilizzanti chimici.
Recupero di biogas a fini energetici dalla frazione organica dei rifiuti.
Per la Comunità Europea l’unica frazione dei rifiuti assimilabile alle fonti rinnovabili di energia è quella organica. Infatti, si tratta di scarti di cucina (alimenti di origine vegetale o animale) e scarti verdi (potature, sfalci d’erba, ecc.). Questa tipologia di rifiuti può essere trattata in impianti di “digestione anaerobica” che catturano i gas liberati dagli scarti organici in naturale decomposizione. Tali gas sono composti in percentuali dal 60 all’80% di metano che può essere utilizzato per alimentare cogeneratori che producono elettricità e acqua calda insieme con rendimenti del 94% oppure può essere utilizzato come biocombustibile per mezzi di trasporto.
Con questa tecnologia non si butta via niente: dopo il processo di estrazione dei biogas, gli scarti organici possono essere compostati per ottenere terriccio fertlizzante.Gli impianti di “digestione anaerobica e compostaggio” servono per riciclare oltre ai rifiuti urbani, anche i liquami zootecnici.
Divieto di smaltimento in discarica e inceneritore di materiali compostabili.
In Italia produciamo annualmente più di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Un terzo di questi, pari a più di 10 milioni di tonnellate, sono frazione organica. Trasformando tutta la frazione organica
Per questo non dobbiamo sprecarne neanche un etto!
Trattamento meccanico-biologico della frazione residua.
In un sistema virtuoso all’interno del quale si riducono i rifiuti, si riusa e si ricicla il più possibile, la quantità residua di rifiuti da smaltire si riduce drasticamente. Il trattamento meccanico permette di recuperare ulteriormente materiali da riciclare dalla frazione indifferenziata, il trattamento biologico permette di stabilizzare la parte putrescibile presente nella frazione indifferenziata recuperando da essa biogas a fini energetici. Ciò che resta (giunti a questo punto, veramente poco!) può essere stoccato in discariche controllate.
