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Convegno di Assisi:Un grande evento in Umbria per parlare di Cambiamento climatico

Notizia del 20-11-2009 | notizie ecologiche di Fare Verde su Facebook condividi su Facebook

Un grande evento inUmbria per parlare di Cambiamento climatico.

Convegno ad Assisi daltitolo “Il clima cambia, prospettive per nuove politiche di svilupposostenibile”. 19 Novembre 2009. Assisi (PG)

Organizzatonel cuore di Assisi, la città di San Francesco patrono dell’ecologia, l’eventosul clima, si è tenuto ieri 19 novembre, alla presenza di importanti espertidel settore e di un numeroso pubblico. Il convegno è stato organizzatodall’Assessore Franco Brunozzidel  Comune di Assisi, che insieme aEurope Direct Umbria – CeSAR, ha voluto dare un segnale circa l’importanza diavviare un dibattito locale su un tema così rilevante e di attualità come lalotta al “cambiamento climatico.” “Assisi – ha affermato l’Assessore Brunozzi –promuove oggi un importante momento di incontro e confronto, per dare dellerisposte pronte e immediate ai cittadini e alle imprese, per costruire insieme iniziative concrete di svilupposostenibile. “  “L’evento di questamattina è il segno tangibile dell’impegno che ormai da anni il CeSAR, Centroper lo sviluppo Agricolo e Rurale, mette in campo su queste tematiche, in cuianche l’agricoltura e lo sviluppo delle aree rurali  rivestono un ruolo di primo piano” spiega ilProf. Frascarelli Direttore del CeSAR.

Dopo ilsaluto del Sindaco Claudio Ricci, il professor Fosco Valorosi della Facoltà diAgraria dell’Università di Perugia, ha avviato i lavori ricordando che frapochi giorni a Copenhagen ci sarà il vertice climatico mondiale, durante ilquale i governi di tutto il mondo dovranno porre  nuovi obiettivi per limitare il riscaldamentoglobale a meno di 2°C.

 L’evento di Assisi si è contraddistinto peraver cercato di presentare alcune importanti problematiche legate al clima eall’ambiente, ad un pubblico di non-addetti al settore, presenti infatti anchegli studenti dell’Istituto Alberghiero di Assisi,che hanno preso la parola perdescrivere uno studio sulla sostenibilità ambientale da loro condotto.

La presenzadegli studenti e quella dei singoli cittadini a testimoniare il fatto che noitutti,  in quanto consumatori di energia,siamo in parte responsabili del futuro del nostro pianeta, ha ricordato MassimoDe Maio, Presidente di Fare verde Onlus. E pertanto con piccole azioni –coibentare la casa, prendere il treno al posto della macchina, installarelampadine a basso consumo energetico – ognuno di noi può dare un contributo.Addirittura Fare Verde ha calcolato, che una famiglia media, è in grado dirisparmiare in media (mettendo in pratica tutte le buone pratiche di risparmioenergetico- acqua, gas, etc) circa 5200 euro all’anno.

Il professorAntonio Boggia della facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, haillustrato come  l’agricoltura sia unapratica fortemente impattante sull’ambiente (l’agricoltura è responsabiledi  ¼ delle emissioni di gas serra)  e pertanto è strettamente necessario favorire, in un contesto politico ormai comunitario, investimenti finalizzati aconservare le risorse idriche, preservare habitat naturali preziosi e tutelarela biodiversità.

Ed è infattisu questa scia ( e sul testo del Libro Bianco sui cambiamenti climatici) che ilProgramma di Sviluppo Rurale dell’Umbria 2007-2013, nella sua veste rinnovatadopo le modifiche di luglio scorso, prevede sostanziose risorse, destinate agliagricoltori e allevatori della nostra regione, che attuino  pratiche agricole che tutelino l’ambiente ele risorse naturali, adattandosi ai cambiamenti climatici e mitigando glieffetti negativi, come ricordato dal dr Francesco Grohmann, della RegioneUmbria (Direzione regionale Agricoltura e Foreste) .

In questocontesto è forte anche l’impegno del Governo, come sottolineato ilSottosegretario del Ministero dell’Ambiente Roberto Menia nel suocomunicato  “un impegno che cerca in ognimodo di conciliare, in maniera significativa, la tutela del clima edell’ambiente con lo sviluppo delle economie nazionali, puntualizzando che unasocietà si può definire “avanzata” non tanto più è elevato il suo PIL, maquanto più è elevato il suo benessere, misurato anche attraverso il numero e laqualità degli interventi fatti a favore e per la salvaguardia dell’ambiente edel territorio.

 

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