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La Nostra Storia

Di seguito, alcune pietre miliari del percorso di volontariato ambientale di Fare Verde:

1986: CONTRO IL NUCLEARE, NASCE FARE VERDE

Le prime iniziative di Fare Verde vengono realizzate subito dopo l’incidente di Chernobyl, nell’aprile 1986. Sono dedicate all’uscita dell’Italia dal nucleare ed alla critica del modello di sviluppo ad alta intensità energetica.
Il primo manifesto di Fare Verde è dedicato all’incidente di Chernobyl e riporta una frase di F. Nietzsche tratta da “La Nascita della Tragedia”: “Chi con il suo sapere precipita la Natura nel baratro dell’annientamento, deve sperimentare la dissoluzione della Natura anche su se stesso”.
Nello stesso anno, Alex Langer, nella prefazione al libro “La politica dei Verdi”, sottolinea come i valori del movimento verde siano una sintesi di valori e idealità sia di sinistra che di destra. Langer diventa un punto di riferimento culturale per Fare Verde e per Paolo Colli, fondatore e vera anima dell’Associazione, scomparso prematuramente il 25 marzo 2005.
La mobilitazione antinucleare di Fare Verde continua in vista del referendum dell’ottobre 87 con assemblee in scuole e università, cortei e partecipazione ai blocchi delle centrali di Latina e Montalto di Castro.
La prima pubblicazione è del 1987, intitolata “Ecologia: una questione di civiltà”, è incentrata sul superamento del modello di sviluppo capitalista e consumista.
In occasione dello storico referendum, tenutosi l’8 e 9 novembre dell’87, circa l’80% degli elettori italiani si dichiara contrario all’uso del nucleare come fonte di approvigionamento energetico. È una vittoria storica per l’ambientalismo italiano. E un imprescindibile punto di partenza per Fare Verde.

1987: NASCE L’ASSOCIAZIONE

Nel febbraio 1987, viene costituita ufficialmente a Roma l’associazione Fare Verde.
L’esperienza comincia ad estendersi ad altre città: nel 1988-89, Fare Verde è presente in 15 località e allarga il proprio impegno dalla battaglia antinucleare ad altri temi ambientali, in particolare i rifiuti.
Nel 1991 si celebra la prima “assemblea nazionale” (che da allora in poi si terrà almeno ogni due anni in conventi o ostelli del centro Italia) e parte il tesseramento nazionale.
Viene individuato nel volontariato per l’ambiente lo strumento caratterizzante l’associazione che si baserà esclusivamente sul volontariato dei propri aderenti. Cominciano ad aderire all’associazione giovani di ogni provenienza politica e culturale accomunati dal principio del volontariato e della critica al modello di sviluppo “occidentale”.

1991: NASCONO I CAMPI ESTIVI ANTINCENDIO

Nel 1991 si svolge, in Sardegna, il primo campo antincendio che da il via ad un’esperienza di volontariato che dal 1992 (in particolare sui Monti Aurunci) verrà ripetuta fino ad oggi con campi di prevenzione e intervento antincendio in collaborazione con la Protezione Civile ed il Corpo Forestale.
I campi estivi antincendio di Fare Verde sono ancora oggi un momento fondamentale della vita associativa, offrendo la possibilità impegnarsi concretamente in prima persona e di condividere il proprio personale impegno con gli altri volontari.

1992: PRIMA EDIZIONE DE “IL MARE D’INVERNO”

Nel 1992 viene organizzata per la prima volta, nel Lazio, l’iniziativa “Il mare d’inverno”: riprendendo il titolo dalla canzone di Enrico Ruggeri.
L’operazione, oltre alla pulizia di un tratto di spiaggia nell’ultima domenica di gennaio, intende richiamare l’attenzione sui problemi dell’ecosistema marino lontano dalla stagione balneare proprio in contrasto con una visione utilitaristica e antropocentrica della Natura di cui ci si occupa solo quando “fa comodo” all’uomo (nel caso del mare con l’arrivo della stagione balneare).
L’operazione consente di svolgere un’azione di monitoraggio delle forme di inquinamento sulle spiagge. Proprio sulla base dei rilievi svolti nel corso de “Il mare d’inverno” è partita la campagna per mettere fuorilegge i cotton fioc non biodegradabili in plastica.
Oggi le annuali edizioni dell’iniziativa si svolgono in più di 60 località in quasi tutta Italia.

1995: PRIMO NUMERO DELLA RIVISTA XFARE+VERDE

Nel 1995 esce il primo numero di “x Fare + Verde”, il bimestrale dell’associazione distribuito per abbonamento postale. Tra gli argomenti del primo numero il boicottaggio alla Francia per la ripresa degli esperimenti nucleari bellici a Mururoa, nel Pacifico.
La rivista, in 16 pagine, è senza pubblicità ed oltre alle iniziative di Fare Verde, si occupa di sviluppo sostenibile, consumi equi e solidali, rapporto nord sud del Pianeta ed approfondimento culturale in campo ambientale (in uno degli ultimi numeri è stata ospitata un’intervista ad Edward Goldsmith, Vandana Shiva).

1996: IL FORUM RISORSE E RIFIUTI

Negli anni 1996 e 1997 Fare Verde partecipa alla campagna “Produrre ed acquistare meno rifiuti” promossa dal Forum Verde “Risorse e Rifiuti” composto da varie associazioni e movimenti ambientalisti di base coordinati da Michele Boato dei verdi del Veneto e con l’EcoIstituto del Veneto Alex Langer.

1997: LA RICHIESTA DI RICONOSCIMENTO

Nel 1997 Fare Verde presenta al Ministero dell’Ambiente la documentazione per essere riconosciuta come associazione ai sensi dell’art.13 della legge 349/86: al momento della richiesta, Fare Verde è già presente in 13 regioni e conta oltre 2.000 aderenti. Nel 1999 l’apposito comitato del Ministero dell’Ambiente esprime parere favorevole al riconoscimento, ma il decreto arriverà solo nel 2003, dopo l’ennesima, dura battaglia.

1997: INIZIA LA CAMPAGNA PER I BASTONCINI COTONATI BIODEGRADABILI

Nel 1997 inizia la battaglia per liberare le spiagge italiane dagli indistruttibili “cotton fioc”: dapprima con campagne di educazione ambientale realizzate con amministrazioni locali per il corretto utilizzo degli scarichi domestici. In seguito, dopo numerose azioni di pressione sul legislatore, tra cui una petizione al Parlamento consegnata al Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Giovanelli.

1998: NASCE IL SITO fareverde.it

Nel 1998 viene attivato il sito internet dell’associazione. Questo passaggio influirà gradualmente in modo sempre più determinante sulla comunicazione verso l’esterno dell’associazione e all’interno tra i gruppi locali e nell’organizzazione del lavoro. Dal 2001, oltre a raccogliere tramite il medesimo sito web, l’adesione di singoli, alcuni gruppi locali si formeranno sulla base di contatti avvenuti inizialmente tramite posta elettronica.

1999: DOPO 16 ANNI CAMBIA IL PRESIDENTE

Paolo Colli, fondatore ed anima di Fare Verde, assume l’incarico di vicedirettore dell’Agenzia regionale di Protezione Ambientale del Lazio. Dopo 14 anni ininterrotti come Presidente Nazionale, lascia la carica a Fabrizio Vincenti.

1999: NASCE IL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE DI FARE VERDE

Dal 1999, con la partecipazione di alcuni volontari di Fare Verde alla gestione di un campo profughi a Kavaje in Albania nel quale si occupavano della raccolta dei rifiuti, prende il via un ulteriore percorso di volontariato che intende sostenere la crescita e la formazione di fasce giovanili di paesi in via di sviluppo o ad economia in fase di transizione.
Il Kosovo è la regione in cui prendono il via una serie di iniziative che vedono Fare Verde arrivare anche alla costituzione di Fare Verde Kosova che, tra l’altro nel 2003 2004, realizzerà alcune iniziative di carattere ambientale nelle scuole locali ed in particolare sul risparmio energetico.

2001: APPROVATA LA LEGGE SUI BASTONCINI COTONATI BIODEGRADABILI

La Legge 23 marzo 2001, n. 93 “Disposizioni in campo ambientale” viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2001. é la legge approvata dal governo di centro-sinistra che, all’art. 19, prevede il divieto di commercializzazione di bastoncini cotonati se non sono biodegradabili: un provvedimento a lungo sollecitato da Fare Verde (anche con una petizione alle Camere) per liberare le spiagge e il mare dall’invasione di bastoncini nettaorecchie non biodegradabili.
Con l’art.19 della legge 93/01, Fare Verde vince questa battaglia raggiungendo la messa al bando dei bastoncini non biodegradabili a partire dall’ottobre 2002.

2001: INIZIA LA CAMPAGNA PER IL COMPOST

Dal 2001 prende il via un nuovo impegno: la promozione della diffusione del recupero della frazione organica dei rifiuti tramite raccolta differenziata e compostaggio domestico. Dal 2001 al 2003 le prime iniziative si svolgono in collaborazione con alcuni Enti Locali (tra cui la Provincia di Roma) ma tavoli informativi con distribuzione di materiale e di sacchetti di compost di qualità si tengono in tutta Italia.

2003: IL RICONOSCIMENTO DEL MINISTERO

A marzo, Fare Verde viene riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente come Associazione di Protezione Ambientale. Dopo un iter durato 6 anni e uno scontro con il Ministro Matteoli, Fare Verde ottiene il riconoscimento con lo stile che le ? proprio: chiede ciò che ? giusto e lotta per ottenerlo. Fino alla fine, senza compromessi.

2004: CAMPAGNA COMPOST, UN SUCCESSO SU SCALA NAZIONALE

Nel 2004 Fare Verde riceve il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per un’iniziativa, dal titolo “Meno rifiuti in città più qualità in campagna” che si svolge in quasi cento località e si avvale della collaborazione della Scuola Agraria del Parco di Monza, del Consorzio Italiano Compostatori e della Coldiretti. Finalità della campagna è quella di diffondere la raccolta differenziata della frazione organica, la pratica del compostaggio domestico e l’impiego del compost di qualità in agricoltura e nella manutenzione del verde pubblico cittadino.

2005: PAOLO CI LASCIA

Il 25 marzo del 2005 muore Paolo Colli, fondatore e vera anima di Fare Verde, Presidente Nazionale dalla fondazione fino al 1999 e Presidente Onorario dal 1999 in poi.
Paolo ha definito le linee strategiche di sviluppo dell’Associazione fin dall’inizio e ha fatto in modo che Fare Verde fosse una Associazione completamente indipendente da qualsiasi struttura politica, economica, di partito.
Paolo ha legato il suo nome a tutte le iniziative che Fare Verde ha portato avanti nella sua storia dal 1986 ad oggi: dalle prime battaglie antinucleari al Mare d’inverno, dalla battaglia sui “cotton fioc” al volontario internazionale, che lo ha portato in giro per il mondo, dai campi antincendio al riconoscimento ministeriale ed ancora alle campagne nazionali, ultima quella sul compostaggio domestico del 2004 che forse può essere considerata la più bella, quella con il maggior respiro ed alla quale ancora lavorava, sino all’ultimo, senza risparmiarsi.

OGGI

Ad oggi, Fare Verde ha realizzato decine di iniziative nazionali di volontariato, campagne di sensibilizzazione, percorsi di educazione ambientale, proteste e centinaia di azioni locali in tutta Italia.
Attualmente è presente in 15 Regioni: Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, Emilia R., Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.