Legge rifiuti 0

Fare verde è tra i promotori della Legge di Iniziativa Popolare per applicare su scala nazionale la strategia Rifiuti Zero.

Il 27 marzo 2013 il disegno di legge è stato depositato presso la Corte di Cassazione di Roma.  Il 14 aprile 2013 inizia in tutta Italia la raccolta delle firme.
Abbiamo 6 mesi per raccogliere almeno 50.000 firme.

Rifiuti Zero è una strategia che si propone di riprogettare attività economiche, prodotti e servizi in modo da ridurre drasticamente gli imballaggi, allungare la vita utile degli oggetti attraverso il riuso o la riparazione, utilizzare solo oggetti completamente riciclabili a fine vita. La strategia Rifiuti Zero tende alla conservazione delle risorse naturali nelle attività di produzione e consumo, contrapponendosi a qualsiasi pratica che preveda la loro distruzione a fine vita, come il ricorso a discariche o inceneritori.

Schematicamente è possibile riassumere la strategia Rifiuti Zero in tre punti:

1) eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento;>
2) incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, ecc.);
3) sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili.

Le finalità generali del disegno di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta
  2. rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986 sulla promozione della salute
  3. rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti
  4. assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti
  5. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;
  6. recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE (direttiva europea sui rifiuti che mette ai primi posti riduzione, riutilizzo e riciclaggio)
  7. recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali (è stato abrogato l’obbligo di affidarsi al mercato, resta la possibilità di scegliere il modello di gestione più idoneo)

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  1. Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo
  2. spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo
  3. contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali
  4. ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento
  5. Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale
  6. Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti