L’UIBM ACCOGLIE L’OPPOSIZIONE E TUTELA IL SEGNO NOTORIO. NOTIFICATA FORMALE DIFFIDA PER CESSAZIONE UTILIZZO E RISARCIMENTO DANNI.

L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Decisione sull’Opposizione n. 652024000050767 (consultabile in formato PDF tramite il documento ufficiale UIBM), ha accolto integralmente le ragioni di FARE VERDE ETS ODV, respingendo in toto la domanda di registrazione di marchio nazionale n. 302023000185874 presentata illegittimamente dal sig. Marco Belli.

L’UIBM ha riconosciuto la piena legittimazione di FARE VERDE, fondata nel 1986 e riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, quale unica titolare del diritto all’uso del segno dal 1987. La decisione conferma la notorietà a livello nazionale della denominazione e del logo, l’assenza di qualsiasi consenso alla registrazione da parte della nostra Associazione e la sostanziale identità, e conseguente confondibilità, tra il nostro segno storico e quello contestato. Nelle motivazioni, l’UIBM sottolinea che la tutela è volta a “riservare lo sfruttamento del relativo valore suggestivo al solo avente diritto con priorità, in modo da impedire possibili fenomeni di parassitismo”.

L’Azione Legale a Tutela dell’Associazione

Forte di questa inequivocabile decisione, Fare Verde ETS ODV ha conferito mandato all’Avv. Mario Caprini, il quale, in data 15 settembre 2026, ha notificato una formale diffida al sig. Marco Belli. La diffida, fondata sulle violazioni dell’art. 8 del Codice di Proprietà Industriale e dell’art. 2598 del Codice Civile in materia di concorrenza sleale, intima formalmente alla controparte di:

  • Cessare immediatamente e definitivamente l’utilizzo della denominazione “Fare Verde” e del relativo simbolo in qualsiasi ambito, fisico o digitale.
  • Rimuovere e distruggere ogni contenuto promozionale o pubblicitario riconducibile alla sua attività e collegato al segno distintivo dell’Associazione.
  • Inserire un banner chiarificatore per 60 giorni sui propri siti e profili social con la seguente dicitura: “La pubblicazione di qualsivoglia contenuto recante l’uso del segno distintivo e della denominazione Fare Verde, è da intendersi quale iniziativa autonoma di Marco Belli, in alcun modo conosciuta né autorizzata o approvata da Fare Verde…”.
  • Risarcire Fare Verde per i danni subiti derivanti dalla violazione dei diritti di proprietà industriale e dalla concorrenza sleale, oltre all’immediato rimborso delle spese del procedimento (quantificate dall’UIBM in € 250,00) e delle spese legali.

In caso di mancato e tempestivo adempimento, Fare Verde intraprenderà senza ulteriore preavviso tutte le opportune azioni legali dinanzi alle autorità giudiziarie competenti.

A tutela della propria storia e identità, Fare Verde ETS ODV si riserva di diffidare chiunque ha utilizzato o continua utilizzare il proprio marchio senza averne diritto.

«Esprimiamo profonda soddisfazione – dichiara la Presidente Nazionale Cinzia Negri a nome di tutto il sodalizio – Si tratta di una vittoria fondamentale che tutela 40 anni di storia, identità, credibilità e investimenti umani ed economici dei nostri volontari. Non siamo disposti a tollerare alcun illecito sfruttamento del nostro nome che possa generare confusione nei cittadini. Ringrazio l’Avv. Mario Caprini per la competenza e il rigore con cui ha condotto l’opposizione e le successive azioni di tutela.»

Un ringraziamento particolare va, infine, all’ex Segretario Nazionale Paolo Giardini, il cui certosino lavoro di ricostruzione storica e reperimento della documentazione probatoria è stato determinante per dimostrare la continuità e la titolarità esclusiva del nostro segno identitario.