CoolTourA Bitonto 2026: La Terra di Mezzo e la Custodia della Natura: la visione ecologista di J.R.R. Tolkien

Si è tenuta la sera di giovedì 17 settembre nella splendida cornice quattrocentesca del chiostro del museo diocesano di Bitonto ( ex convento dei Frati Minori Conventuali, poi sede del Seminario Vescovile) una conversazione sul tema: “La Terra di Mezzo e la Custodia della Natura: la visione ecologista di J.R.R. Tolkien”. Un pubblico attento e partecipe ha seguito l’evento proposto dal gruppo di Bitonto dall’associazione ecologista Fare Verde che rientra nella rassegna “CoolTourA Bitonto 2026”, portata lodevolmente avanti dall’amministrazione comunale con lo scopo di restituire ai cittadini gli spazi del centro storico trasformandoli in luoghi di incontro attraverso il filtro dell’arte, della letteratura, della musica e della cinematografia.

Il tema piuttosto impegnativo da trattare in poco più di un’ora, considerando che il romanzo di Tolkien conta più di millecento pagine e che la letteratura su questo autore è ormai sterminata, è stato affrontato con perizia da Virginia Gambatesa, in arte Kafkania, appassionata studiosa dello scrittore inglese e creatrice di contenuti video che trasmette su apposite piattaforme, da Sandro Marano, scrittore che si interessa di ecologia, e dall’avv. Beppe Cazzolla, referente cittadino e coordinatore regionale di Fare Verde. La conversazione, dopo i saluti istituzionali dell’Assessore Rocco Rino Mangini, è stata introdotta da Beppe Cazzolla che ha posto l’accento sull’affinità che la visione ecologista di Tolkien ha con le tesi proposte dall’associazione Fare Verde e con l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, soffermandosi sull’etica della custodia del creato contro l’economicismo e l’aridità dell’uomo a una dimensione. La relatrice Virginia Gambatesa, mentre sullo schermo correvano spezzoni suggestivi del film di Peter Jackson, ha spiegato ricorrendo a vari esempi e passi estrapolati dal romanzo e rispondendo anche alle domande poste via via da Sandro Marano, perché Tolkien può essere considerato un ecologista tout court e quali sono le ragioni del suo successo nel tempo (il romanzo fu scritto tra il 1954 e il 1955) tanto da ispirare la filmografia. Tutt’e tre i relatori hanno condiviso che l’intero corpus letterario tolkieniano custodisce una limpida e veritiera riflessione sulla sconsiderata industrializzazione, sulla devastazione del paesaggio e sulla perdita del legame con l’ambiente naturale, come può desumersi nel romanzo dal contrasto tra l’armonia della Contea e dei boschi degli Ent e la devastazione industriale-meccanica incarnata da Saruman e Sauron.

Una riflessione finale ha riguardato le sfide ambientali contemporanee e l’impegno ecologista. E qui sono state citate le parole che lo stesso Tolkien mette in bocca al saggio stregone Gandalf ne “Il ritorno del re”: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare».

Sandro Marano